IL GRANDE LIBRO DELLA FORMULA 1

Vent’anni dopo il successo de La rossa e le altre, ecco il racconto di 70 anni di Formula 1.

Torna con mia grande soddisfazione il libro dei miei esordi – e di quelli dell’amico Umberto Zapelloni. Era il 2000 quando Umberto e io pubblicammo il nostro primo volume. Si intitolava La Rossa e le altre e ancora oggi, quando presento un nuovo libro, ci sono lettori che arrivano con copie di quel primo lavoro chiedendomi di autografarlo. E so per certo che lo stesso accade anche ad Umberto. La rossa e le altre raccontava mezzo secolo di storia dei campionati del mondo di Formula 1. Oggi che la Formula 1 compie 70 anni, e sempre per Baldini+Castoldi, Umberto e io usciamo con il seguito di quel nostro primo libro. Il titolo è: Il grande libro della Formula 1. Il volume di vent’anni fa è ricordato esplicitamente nel sottotitolo: La Rossa, le altre e un romanzo lungo settant’anni. La prefazione è un regalo che ha voluto farci Charles Leclerc, il nuovo idolo delle folle ferrariste.

 In questo nuovo volume Umberto ed io riprendiamo il discorso dove lo avevamo interrotto con La Rossa e le altre e con i due seguiti che erano usciti, sull’onda del successo di quel primo libro, nei tre anni successivi: La Rossa dei record (2002), Una leggenda che continua (2003). Il risultato è un’opera di 1300 pagine (sì, è corretto: duecento pagine in più di Ferrari Rex…!) nel quale ripercorriamo insieme al lettore i primi 70 anni di storia del campionato del mondo di Formula 1. Mille e trecento pagine per rivivere l’incredibile storia della Formula 1 dal 1950 al 2020. Così, ai Fangio e ai Clark, agli Stewart e ai Lauda, ai Villeneuve e agli Alboreto, ai Prost e ai Senna che sono i grandi protagonisti di La Rossa e le altre si aggiungono ora l’intera epopea dei cinque titoli di Schumacher con il Cavallino, la straordinaria stagione mondiale di Raikkonen, la beffa perpetrata ai danni di Massa, i titoli e i record di Alonso, le quattro corone iridate di Vettel, l’inarrestabile crescita di una leggenda chiamata Hamilton. Per non parlare dell’avvicendamento al vertice della Ferrari: finisce con un terremoto l’era Montezemolo ed inizia, “con il più classico dei golpe,” l’era Marchionne. Che terminerà improvvisamente.

Lo stile del racconto è lo stesso che il lettore ha trovato in La Rossa e le altre. Non ci sono iperboli, non ci sono concessioni al lirismo. Le corse sono una realtà spesso cruda, che abbiamo scelto di raccontare senza abbellimenti di sorta. I fatti sono raccontati come li abbiamo raccolti e, nelle stagioni a noi più vicine, come li abbiamo visti e vissuti. Nello scrivere Il grande libro della Formula 1 abbiamo continuato a privilegiare la cronaca, convinti che il lettore, nel momento in cui gli vengono presentati i fatti, possa formarsi la propria opinione di questo o quel personaggio, di questa o quella situazione. E abbiamo scelto di privilegiare il racconto in prima persona dei protagonisti: dichiarazioni spesso rilasciate a caldo che, senza la patina e la saggezza normalmente indotta dal tempo (o della ragion di stato), fotografano la situazione per quella che è o, quantomeno, per quella che i protagonisti hanno visto e vissuto.

La 1300 pagine di Il grande libro della Formula 1 sono divise in sei sezioni, ciascuna delle quali dedicata a un decennio della Formula Uno – le 20 stagioni degli anni Duemila sono state raggruppate in un unico insieme. Ogni sezione è divisa in singoli capitoli riservati a ciascuna stagione di corse. All’interno di ogni capitolo abbiamo poi diviso la narrazione in blocchi per meglio scandire il trascorrere del tempo e il dipanarsi della vicenda in tutti i suoi risvolti. Un veloce esempio: nella sezione Gli anni Duemila, il capitolo dedicato alla stagione 2018, intitolato Hamilton come Fangio, è diviso in sei blocchi, rispettivamente intitolati: Lotta ad armi pari, Sorpasso e controsorpasso, Esce di scena Marchionne, Il dopo-Marchionne, Guerra intestina, El Chueco. Come gli appassionati sanno, El Chueco era il soprannome del divino Fangio, che Hamilton affianca a partire dal termine della stagione 2018 per numero di titoli di campione del mondo conquistati. 

Rilavorare sugli anni che avevamo già visitato in La Rosse e le altre ha riportato alla mente emozioni di tanto tempo fa. Ma devo ammettere che è stato bellissimo scrivere gli ultimi capitoli perché, durante la ricerca e la stesura, è nato un rapporto di complicità sportivo-professionale con mio figlio Nicolò, che è un grande appassionato di Formula 1. Prima di iniziare a scrivere i vari capitoli, con lui passavo in rassegna gli avvenimenti più importanti della stagione di cui stavo per scrivere. Poi, ogni sera, gli leggevo le 1.500, 2.000, 2.500 parole che avevo scritto quel giorno. E lui ascoltava, interveniva, dava suggerimenti, chiedeva magari di specificare meglio un punto. Così, per varie settimane. Un bel modo, tra l’altro, di sconfessare l’incubo del lockdown della primavera scorsa. Grazie, Nico.