FERRARI REX

È il mio nuovo libro. La biografia di Enzo Ferrari, il racconto della vita di un gigante del ventesimo secolo come non è mai stata raccontata prima. In Italia è uscito in tutte le librerie il 1° di settembre 2016. In FERRARI REX ho cercato di raccontare l’uomo Enzo Ferrari e non solo le sue automobili e le loro vittorie. Ho tentato di ricostruire la vicenda umana e personale di un grande protagonista della vita – non solo sportiva – del nostro paese.

Genesi

L’idea di una biografia che potesse essere l’opera definitiva su Enzo Ferrari nacque a metà degli anni Novanta. Il mio desiderio era all’epoca di scriverla a quattro mani con Gino Rancati, decano dei giornalisti dell’automobile italiani e per tanti anni collaboratore (esterno) e confidente di Enzo Ferrari. Ne avevamo parlato e l’idea a lui piaceva. Ci eravamo addirittura portati avanti: in occasione di alcuni incontri di lavoro, ci eravamo ritagliati spesso un paio d’ore nelle quali Gino mi raccontava episodi legati al suo Ferrari, l’uomo che aveva conosciuto nell’intimo a partire da un periodo molto importante per Ferrari, quella metà degli anni Cinquanta in cui aveva perso il primo figlio. E quando Gino morì, decisi di andare avanti da solo. Per una decina di anni il progetto rimase nel classico cassetto. Ma quando approdai in Ferrari ero sicuro che il progetto sarebbe un giorno diventato realtà.

Ricerche

Le ricerche costituiscono la spina dorsale di FERRARI REX. Sin dall’inizio volevo che il lettore potesse avere visibilità sulle fonti utilizzate attraverso note in calce a ciascuna pagina. Ho infatti sempre pensato che una ricostruzione storica debba poggiare su ricerche precise e circostanziate, di cui l’unica vera garanzia per il lettore è l’attribuzione chiara e verificabile. Questo non ha naturalmente nulla a che vedere con lo stile della scrittura. Sostengo infatti che si possa dare a un libro di 1000 e più pagine la godibilità di un romanzo anche se ogni affermazione, ogni citazione, ogni virgolettato è attribuito e mostrato in calce a ciascuna pagina. Di conseguenza, le oltre 1000 pagine di FERRARI REX sono corredate e completate da più di 2000 note a piè di pagina.

Fonti orali

Le fonti orali di FERRARI REX sono frutto di alcune decine di interviste sostenute nel corso di vari anni. Il grosso delle interviste le ho realizzate tra la fine del 2008 e la prima parte del 2013. La maggior parte di esse hanno avuto luogo a Modena. La quasi totalità sono state registrate. Il solo Franco Gozzi – capo ufficio stampa e tanto altro di Enzo Ferrari per 28 anni – ha preferito che non registrassi, anche se poi è sempre stato disponibile a rileggere con me gli appunti che avevo preso durante i nostri colloqui. Un libro come FERRARI REX non avrebbe potuto essere scritto se non a Modena e vi spiego il perché: quando incontri persone che hanno vissuto una parte della loro vita vicino a un uomo celebre, la maggior parte di loro è portata a raccontare quello che ha già raccontato ad altri. Naturalmente lo fanno perché ritengono queste cose più importanti e perché il tempo di ogni intervista, per quanto lunga, è sempre limitato. Così è successo anche a me all’inizio. Ma vivendo cinque giorni la settimana a Modena e avendo la possibilità di telefonare a queste persone per incontrarle magari quello stesso pomeriggio o la mattina del giorno dopo, magari anche solo per mezzora o per parlare di uno o due episodi e nient’altro quel giorno, poco alla volta ci siamo lasciati alle spalle gli argomenti per così dire convenzionali e siamo passati a episodi, fatti, aneddoti meno noti, ma non per questo meno importanti per capire l’uomo Enzo Ferrari. Anzi … Passando i mesi e salendo il numero di incontri, in certi casi ho anche avvertito che talune di queste persone mi stavano concedendo fiducia: in alcuni casi, davanti a un enigma particolarmente significativo, iniziarono a dirmi cose come: “questa cosa gliela dico, perché le serve per capire una determinata cosa, ma lei mi faccia la cortesia di non scriverla …” Ho naturalmente mantenuto la parola data – anche con quelle fonti, come lo stesso Franco, che nel frattempo ci hanno lasciato – ma posso confermare che la quasi totalità di quelle confidenze hanno fatto la differenza, indicandomi in certi casi la via e, in altri ancora, la soluzione. Di inestimabile valore, con Gozzi, sono stati Carlo Benzi – per anni il consulente finanziario di Ferrari – e Dino Tagliazucchi, l’autista personale di Ferrari negli ultimi vent’anni della sua vita.

Fonti scritte – libri

I cinque libri scritti da Enzo Ferrari sono stati la base di partenza – e il maggiore investimento finanziario sostenuto durante le ricerche, vista la poca reperibilità sul mercato e il valore non irrilevante di ciascuno di essi. Nell’ordine sono Le mie gioie terribili, Le briglie del Successo, Il Flobert, Ferrari 80 e Piloti, che gente … A questi cinque volumi devo aggiungere la versione rossa de Le briglie del successo, che mi fu prestato da Giulio Borsari, il mitico – mai aggettivo potrebbe essere meglio utilizzato – meccanico della squadra corse della Ferrari dal 1962 al 1977. I libri di Ferrari sono interessanti per tutta una serie di motivi tra cui, non trascurabile, il fatto che raccontino solo le verità che Ferrari intendeva raccontare. Andando a controllare la veridicità storica delle sue ricostruzioni, ho infatti trovato non poche soprese e sono arrivato a una conclusione: mai prendere alla lettera Enzo Ferrari! E poi mi sono naturalmente divertito a scoprire come Ferrari cambiasse determinati giudizi da un libro all’altro o come, invece, su certe cose abbia conservato una coerenza per certi versi sorprendente.

Poi naturalmente ci sono i libri scritti dai tanti giornalisti e dai pochi, pochissimi scrittori che si sono cimentati nel compito di raccontare la vita di Enzo Ferrari, ma soprattutto quella della sua fabbrica e delle sue automobili – da corsa e non. Da ciascuno di essi ho naturalmente tratto tanto. Molto, moltissimo, da libri che analizzano determinate parti della vita di Ferrari. Tre su tutti: i due libri su Enzo Ferrari pilota pubblicati un anno prima della sua morte; e il libro sulla Scuderia Ferrari di Zagari e Orsini che, complici anche straordinarie immagini, mi hanno dato la possibilità di entrare a piè pari nella vita di Ferrari negli anni Trenta. E poi un discorso a parte merita naturalmente il primo dei due libri scritti da Gino Rancati – Ferrari, lui, pubblicato quando Ferrari era ancora in vita, con quella straordinaria dedica: “A coloro che mi vogliono bene. Quindi anche a Enzo Ferrari. E se lui non ci sta, pazienza.”

Fonti scritte – articoli

Tra il serio e il faceto, racconto oggi che le ricerche per FERRARI REX mi sono costate due diottrie. Ed è vero. In biblioteca a Modena avevo ottenuto di poter consultare gli originali. Ma a Milano mi sono dovuto arrendere ai microfilm per passare al setaccio otto decenni di articoli pubblicati da quotidiani e riviste italiani. I primi che ho consultato sono del 1912, quando cercavo di trovare articoli scritti da un giovanissimo Ferrari sul quotidiano della sua città. Gli ultimi sono dell’agosto del 1988, i giorni della morte e del funerale e del tributo universale. In mezzo centinaia di articoli dei quali Enzo Ferrari poteva essere il protagonista – la maggior parte dagli anni Cinquanta a oggi – o una semplice comparsa – quei meravigliosi fogli tri-settimanali dei primissimi anni  Venti … Ma, insieme alle fonti orali, sono proprio questi articoli che mi hanno permesso di ricostruire con cura la straordinaria esistenza di Enzo Ferrari, poiché mi hanno permesso di seguirlo mentre cresceva e il mondo piano piano si accorgeva della sua esistenza senza il filtro ingannatore della storia. Ho calcolato che in biblioteca ho trascorso circa 1500 ore. Gli appunti che ho preso in quelle ore sono contenuti in 22 quadernetti sui quali la mano scorreva (quasi sempre) veloce grazie a una (comunissima) stilografica.

Il titolo

Quando lavoravo per la Ferrari, al rientro da un Gran Premio del Canada, all’aeroporto di Montreal acquistai una copia di una biografia del presidente degli Stati Uniti Theodore Roosevelt scritta da Edmund Morris. La divorai. Il titolo era Theodore Rex. Allora stavo solo iniziando a organizzare le idee per la biografia di Ferrari, ma decisi di prendere il libro di Morris come riferimento perché Theodore Rex aveva il respiro, il passo, oserei dire, che stavo cercando per il mio racconto della vita di Ferrari, dove non si salta da un episodio noto all’altro, ma si vive e respira la vita di Ferrari nella sua interezza, giorno per giorno. E poi c’era quella parola – Rex – che Phil Hill, il campione del mondo di F1 del 1961, senza saperlo, mi confermò essere esatta in riferimento a Enzo Ferrari quando, un agosto a Pebble Beach, in California, mi disse: “Ferrari era come un re e noi eravamo i suoi cavalieri.”

Quale Enzo Ferrari emerge da FERRARI REX?

Ritengo che quello che emerge dalle pagine di FERRARI REX sia il Ferrari uomo in tutta la sua complessità, con le sue debolezze e incertezze, i sogni, le speranze, le delusioni e le disillusioni. Ma anche un uomo con un’incrollabile fiducia in se stesso. Penso inoltre che l’Enzo Ferrari che il lettore troverà in FERRARI REX sia un personaggio dal volto più umano di quanto non gli riconosca l’iconografia classica e più vulnerabile di quanto non si pensi. Ma anche un uomo di una tenacia spesso passata inosservata o volgarmente scambiata per arroganza e di un ottimismo per certi versi inaspettato.